Modifiche alla norma IEC 60079-0:2026 e impatto sulla certificazione ATEX
Un confronto pratico tra la settima edizione della norma IEC 60079-0:2017 e l'ottava edizione della norma IEC 60079-0:2026
La pubblicazione della IEC 60079-0:2026 Edizione 8 introduce un’importante revisione tecnica di una delle norme fondamentali applicabili alle apparecchiature destinate all’utilizzo in atmosfere esplosive.
La IEC 60079-0 stabilisce i requisiti generali per la costruzione, le prove e la marcatura delle apparecchiature Ex e dei componenti Ex. Per questo motivo, rappresenta una delle norme più ampiamente applicate nei processi di valutazione e certificazione ATEX e IECEx dei prodotti.
Per i produttori che stanno sviluppando nuovi prodotti, la nuova edizione può avere un impatto sulle
-
scelte progettuali;
-
sulla documentazione tecnica;
-
sui programmi di prova; e
-
sulla marcatura Ex.
Per i produttori che dispongono già di certificati ATEX o IECEx basati sulla IEC 60079-0:2017 Edizione 7, la domanda più importante è invece un’altra:
La pubblicazione della IEC 60079-0:2026 richiede modifiche al prodotto, prove aggiuntive o l’aggiornamento del certificato Ex esistente?
La risposta non può essere determinata semplicemente sulla base della pubblicazione di una nuova edizione della norma. È necessaria un’analisi strutturata delle differenze (gap analysis) tra l’Edizione 7 e l’Edizione 8, tenendo conto dell’effettiva progettazione del prodotto, dei materiali utilizzati, dei modi di protezione applicati, della marcatura, delle eventuali condizioni del certificato e delle evidenze di prova già disponibili.
Questo articolo fornisce una panoramica pratica delle principali modifiche introdotte dalla IEC 60079-0:2026 e del loro possibile impatto sulla valutazione, sulle prove e sulla certificazione ATEX.
Che cos’è la IEC 60079-0:2026?
La IEC 60079-0:2026 è l’ottava edizione della norma internazionale che definisce i requisiti generali per le apparecchiature Ex e i componenti Ex destinati all’utilizzo in, o in relazione con, atmosfere esplosive.
Essa sostituisce la IEC 60079-0:2017 Edizione 7 e costituisce una revisione tecnica della norma.
Poiché la IEC 60079-0 viene applicata congiuntamente a numerose altre norme specifiche per i diversi modi di protezione delle serie IEC 60079 e ISO/IEC 80079, le modifiche introdotte in questa norma generale possono avere un impatto su un’ampia gamma di prodotti certificati ATEX e IECEx.
La IEC 60079-0:2026 tratta requisiti fondamentali quali la classificazione dei gruppi delle apparecchiature, la classificazione di temperatura, i requisiti costruttivi, i materiali non metallici, i rischi elettrostatici, gli involucri metallici, gli elementi di fissaggio, le entrate di cavo, le celle e le batterie, la documentazione, le prove di tipo, le prove individuali, la marcatura e le istruzioni.
I produttori di apparecchiature destinate all’utilizzo in atmosfere esplosive e i titolari di certificati dovrebbero verificare se i requisiti nuovi o modificati incidano sulla progettazione dei loro prodotti, sul fascicolo tecnico, sulle evidenze di prova, sulla marcatura, sulle istruzioni o sui certificati ATEX/IECEx esistenti.
Ciò è particolarmente importante per i fabbricanti e gli organismi di certificazione, poiché non tutte le modifiche richiedono nuove prove o una modifica del prodotto, mentre alcune possono rendere necessarie una rivalutazione tecnica, un aggiornamento della documentazione, prove aggiuntive o una revisione del certificato.
1- Aggiunta della NOTA 4 al punto 1 della norma (Campo di applicazione) per chiarire la valutazione degli aumenti transitori di temperatura di breve durata
Tipo di modifica: Minore e di carattere editoriale
Sebbene questa modifica alla norma sia classificata come minore e di carattere editoriale, in alcune apparecchiature e condizioni potrebbe avere un impatto significativo sulla valutazione termica delle apparecchiature da parte del produttore, sulla preparazione della relativa documentazione tecnica e sull'interpretazione dei risultati delle prove termiche da parte dell'organismo di certificazione.
NOTA 4 Gli aumenti transitori di temperatura di breve durata che si verificano a seguito di aumenti transitori della corrente elettrica al di sopra della corrente nominale in condizioni normali, come quelli che si verificano durante l’avviamento dei motori, non sono considerati tali da creare una possibilità significativa di accensione di un’atmosfera esplosiva, in ragione della durata relativamente breve dell’evento e della convezione che si verifica durante lo stesso.
La condizione descritta nella NOTA 4 si verifica nelle situazioni in cui:
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l’apparecchiatura presenta una temperatura accettabile nelle normali condizioni di funzionamento;
ma
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durante un evento normale e di brevissima durata, a causa di un aumento transitorio della corrente, la temperatura di un componente o di una superficie supera temporaneamente il valore raggiunto in condizioni di regime stazionario.
Inoltre, la NOTA 4 è applicabile quando sono soddisfatte le seguenti condizioni:
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l’evento è effettivamente di breve durata;
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è causato da un aumento transitorio e prevedibile della corrente, ad esempio durante l’avviamento;
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non evolve in una condizione continua o ricorrente tale da provocare un accumulo di calore; e
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la durata e la natura dell’evento sono tali da non creare una possibilità significativa di accensione.
Esempi di applicazione della NOTA 4
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avviamento di motori elettrici caratterizzati da un’elevata corrente di spunto o corrente di avviamento;
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accelerazione iniziale delle macchine rotanti;
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inserzione iniziale di carichi induttivi che generano correnti transitorie di breve durata;
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alcuni aumenti transitori della corrente che fanno parte del funzionamento normale e prevedibile dell’apparecchiatura;
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apparecchiature che presentano un breve aumento della temperatura durante la messa sotto tensione o l’avviamento, per poi ritornare a una condizione termica stabile.
Alla luce di quanto sopra, qualsiasi condizione che provochi un accumulo di calore non rientra nell’ambito di applicazione della NOTA 4, ad esempio:
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sovraccarico prolungato;
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rotore bloccato o motore in stallo;
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riavviamenti in rapida successione;
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guasto del sistema di raffreddamento; e
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condizioni di funzionamento anomalo non contemplate dal modo di protezione applicato.
Pertanto, la IEC 60079-0 non richiede che qualsiasi aumento transitorio e di breve durata della temperatura, derivante da un aumento transitorio della corrente, sia automaticamente considerato un pericolo di accensione effettivo.
La nuova NOTA 4 può incidere direttamente sull’interpretazione dei requisiti relativi alla temperatura di cui ai punti 5.3.1 e 5.3.2, nonché sulle prove termiche di tipo specificate al punto 26.5.1, in particolare ai punti 26.5.1.1 e 26.5.1.3.
La Nota 4 non introduce un nuovo requisito né un nuovo metodo di prova. Essa chiarisce come gli aumenti transitori di temperatura di breve durata, derivanti da aumenti temporanei della corrente elettrica al di sopra dei valori nominali in condizioni normali, come quelli che si verificano durante l’avviamento dei motori, debbano essere interpretati in relazione al rischio di accensione, ai requisiti relativi alla temperatura e alle prove termiche di tipo.
Tipo di relazione |
Punto correlato |
Rilevanza rispetto alla Nota 4 |
Impatto pratico |
|---|---|---|---|
Campo di applicazione / interpretazione |
Punto 1, Nota 4 |
Diretta |
Gli aumenti transitori di temperatura di breve durata causati da aumenti transitori della corrente, come quelli che si verificano durante l’avviamento dei motori, non sono necessariamente considerati tali da creare una possibilità significativa di accensione. |
Requisito |
5.3.1 – Determinazione della temperatura massima superficiale |
Molto diretta |
Incide sulla determinazione della condizione termica che deve essere considerata ai fini della temperatura massima superficiale. |
Requisito |
5.3.2 – Limitazione della temperatura massima superficiale |
Diretta |
Incide sul confronto tra la temperatura effettiva pertinente e la classe di temperatura applicabile o il limite della temperatura massima superficiale. |
Documentazione |
24.1 – Disegni di certificazione (Schedule Drawings) |
Indiretta ma importante |
Le condizioni di funzionamento, i valori nominali elettrici e le limitazioni rilevanti ai fini della valutazione termica devono essere chiaramente documentati. |
Prova di tipo |
26.5.1.1 – Misurazione generale della temperatura |
Molto diretta |
Incide sull’interpretazione delle condizioni della prova di temperatura e sulla distinzione tra un aumento transitorio di breve durata e la temperatura finale o stabilizzata. |
Prova di tipo |
26.5.1.2 – Temperatura di servizio |
Pertinente |
Può incidere sulla valutazione dei componenti per i quali la temperatura di servizio è significativa, qualora le condizioni transitorie di funzionamento influenzino il comportamento termico. |
Prova di tipo |
26.5.1.3 – Temperatura massima superficiale |
Molto diretta |
Incide sulla determinazione della temperatura utilizzata come base per la classificazione della temperatura o per la marcatura della temperatura massima superficiale. |
Alcune misure essenziali che il fabbricante deve adottare
I fabbricanti dovrebbero pertanto distinguere:
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gli aumenti transitori di temperatura di breve durata causati da aumenti temporanei della corrente, come le correnti di avviamento dei motori;
da
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le condizioni termiche rilevanti ai fini della determinazione della temperatura massima superficiale.
Tale distinzione dovrebbe essere supportata da:
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le caratteristiche di funzionamento del prodotto;
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i valori nominali elettrici; e
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la documentazione tecnica pertinente.
Qualora tali condizioni transitorie siano rilevanti, il fabbricante dovrebbe definire chiaramente nella documentazione tecnica:
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la corrente nominale in condizioni normali;
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la corrente transitoria prevista;
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la durata e la frequenza dell’evento; e
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il comportamento termico associato.
2 – Aggiunta di norme e specifiche tecniche che integrano e modificano la IEC 60079-0:2026 nella Clausola 1 (Campo di applicazione), tra cui:
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IEC TS 60079-46
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IEC TS 60079-47
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IEC 62784
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ISO 80079-37
Tipo di modifica: modifica minore ed editoriale
La modifica:
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normalmente non introduce nuovi requisiti di prova di tipo ai sensi della IEC 60079-0 per le comuni apparecchiature Ex;
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stabilisce in modo più chiaro il collegamento tra i requisiti generali della IEC 60079-0:2026 e le suddette norme e specifiche tecniche;
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integra formalmente le suddette norme e specifiche tecniche nel quadro di valutazione e certificazione dei relativi prodotti protetti contro le esplosioni, che nella precedente edizione faceva formalmente riferimento alla sola IEC 60079-0;
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migliora la completezza strutturale e la chiarezza della norma, anziché porre rimedio a una precedente carenza tecnica;
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collega in modo più esplicito i requisiti generali alle seguenti norme specifiche aggiuntive:
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assiemi di apparecchiature (IEC TS 60079-46): la sua inclusione non introduce nuovi requisiti di valutazione, poiché la IEC TS 60079-46 era già applicabile agli assiemi di apparecchiature Ex. L'effetto pratico consiste nel riconoscimento esplicito degli assiemi di apparecchiature nell'ambito delle norme applicate congiuntamente alla IEC 60079-0, eliminando la precedente mancanza di un collegamento diretto tra i requisiti generali e lo specifico percorso di valutazione previsto per gli assiemi;
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sistemi Ethernet a sicurezza intrinseca 2-WISE (IEC TS 60079-47);
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aspirapolvere ed estrattori di polvere con EPL Dc destinati alla raccolta di polveri combustibili (IEC 62784): questo percorso specialistico inserisce esplicitamente nel quadro della IEC 60079-0 la valutazione degli aspirapolvere e degli estrattori di polvere progettati per la raccolta di polveri combustibili;
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modi di protezione per apparecchiature non elettriche (ISO 80079-37): la sua inclusione non introduce nuovi requisiti per le apparecchiature Ex non elettriche. L'effetto pratico consiste nel collegare formalmente la IEC 60079-0 ai modi di protezione esistenti «c», «b» e «k», fornendo un quadro più completo ed esplicito per la valutazione delle apparecchiature non elettriche in conformità ai requisiti generali della IEC 60079-0;
-
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fornisce agli organismi di certificazione una solida giustificazione tecnica per includere le suddette norme e specifiche tecniche nel campo di applicazione della certificazione dei relativi prodotti protetti contro le esplosioni nell'ambito degli schemi di certificazione ATEX e IECEx; e
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formalizza l'accettazione, nel mercato dei prodotti protetti contro le esplosioni, dei certificati emessi con riferimento anche alle suddette norme e specifiche tecniche.
3 – Formulazione più generale e precisa della definizione di «carica inversa»
Clausola 3 – Termini e definizioni
Sottoclausola 3.7.10 «carica inversa» (reverse charging)
Tipo di modifica: modifica minore ed editoriale
Nell’edizione 2017, la definizione collegava di fatto la carica inversa a una condizione che si verifica «generalmente» a seguito dell’inversione di polarità di una cella esaurita in una batteria costituita da celle collegate in serie.
Nell’edizione 2026, la definizione è stata invece resa più generale e precisa:
La carica inversa consiste nel forzare il passaggio di corrente attraverso una cella primaria o secondaria nella stessa direzione del normale flusso di corrente di scarica, in condizioni di inversione della polarità.
La precisazione secondo cui tale condizione può verificarsi in una cella esaurita di una batteria con celle collegate in serie è stata spostata dal corpo della definizione alla Nota 1 alla voce.
La modifica principale consiste nel fatto che l’edizione 2017 collegava eccessivamente la causa del fenomeno a uno specifico scenario di guasto, mentre l’edizione 2026 concentra la definizione sulla natura elettrica del fenomeno e mantiene lo scenario della cella esaurita unicamente come esempio esplicativo.
La modifica non introduce nuovi requisiti di progettazione, valutazione o prova di tipo, ma riduce il rischio di interpretare la carica inversa come un fenomeno limitato a uno specifico scenario di guasto della batteria.
4- Aggiunta di una figura relativa a un tipico vano batteria
Clausola 3 Termini e definizioni
sottoclausola 3.7.14 vano batteria
Tipo di modifica: Minore ed editoriale
È stata aggiunta una nuova figura illustrativa (Figura 2) per rappresentare la configurazione tipica di un vano batteria, unitamente al relativo riferimento nella Nota 3 alla voce. La definizione in sé non è stata modificata dal punto di vista tecnico.
La figura aggiunta chiarisce la relazione tra l’apparecchiatura, il vano batteria e la cella, la batteria o il pacco batteria sostituibile. La modifica non introduce nuovi requisiti in materia di progettazione, documentazione tecnica, valutazione o prove di tipo.

La nuova figura introdotta non prescrive una progettazione obbligatoria né un dettaglio costruttivo normativo. La figura è intitolata «Typical battery compartment»; pertanto, il fabbricante non è tenuto a progettare il vano batteria esattamente come illustrato nella Figura 2. La figura si limita a chiarire i confini concettuali tra l’apparecchiatura, il vano batteria e la cella, batteria o pacco batteria sostituibile.
Dal punto di vista pratico di un organismo di certificazione, la figura può consentire una classificazione più precisa di determinate parti dell’apparecchiatura durante la valutazione. Ad esempio, può contribuire a determinare se un coperchio, uno spazio interno o la sede in cui è installata una batteria costituisca effettivamente parte del vano batteria. Tuttavia, tale effetto è di natura interpretativa e non introduce alcun nuovo requisito.
5 - Aggiunta della definizione di 'Brush Discharge'
Clausola 3 – Termini e definizioni
Sottoclausola 3.8 – Brush discharge
Tipo di modifica: Minore ed editoriale
Brush discharge: scarica elettrostatica tra un conduttore messo a terra con superficie arrotondata (a differenza di una punta o di uno spigolo vivo) e una superficie isolante caricata elettrostaticamente.
Qual è lo scopo dell'aggiunta di questa definizione?
Nell'edizione IEC 60079-0:2017 il termine 'brush discharge' era utilizzato frequentemente nelle prescrizioni relative ai rischi elettrostatici, ma non era definito nella sezione dei termini e delle definizioni. Nell'edizione IEC 60079-0:2026 è stata introdotta una definizione ufficiale che elimina qualsiasi ambiguità interpretativa sul significato del fenomeno. Questa modifica non introduce nuovi requisiti di progettazione, ma rende più precisa l'interpretazione delle prescrizioni del Capitolo 7 riguardanti le superfici isolanti cariche. Di conseguenza, il costruttore dovrebbe fornire nel Fascicolo Tecnico una documentazione più completa a supporto della valutazione dei rischi elettrostatici.
N. |
Voce del Fascicolo Tecnico |
Rischio di Brush Discharge / Aspetto da valutare |
Clausole applicabili IEC 60079-0:2026 |
Metodo di conformità / Contenuto richiesto |
Evidenze da includere |
Motivazione della relazione con il Brush Discharge |
|---|---|---|---|---|---|---|
1 |
Valutazione dei rischi elettrostatici, inclusa la valutazione del rischio di Brush Discharge |
Possibilità di una brush discharge tra una superficie isolante caricata e un conduttore arrotondato collegato a terra |
3.8, 7.4.1, 7.4.2, 7.4.2.1 |
Eseguire e documentare una valutazione dei rischi elettrostatici, identificando meccanismi di carica, percorsi di scarica, atmosfera esplosiva e misure protettive. |
Rapporto di valutazione, descrizione del prodotto, condizioni operative, condizioni di installazione, fotografie o disegni. |
Le clausole definiscono il brush discharge, stabiliscono l'applicabilità dei requisiti elettrostatici e richiedono la valutazione del rischio di accensione. |
2 |
Identificazione delle superfici isolanti esterne |
Parti plastiche, rivestimenti, etichette, finestre, pellicole, vetro, ceramica e altre superfici isolanti |
7.4.1 |
Identificare tutte le superfici isolanti rilevanti indicando materiale, dimensioni, area esposta, posizione e accessibilità. |
Elenco parti, elenco materiali, disegni quotati, fotografie, calcoli dell'area superficiale, specifiche dei rivestimenti. |
La Clausola 7.4.1 stabilisce quali superfici rientrano nella valutazione del rischio elettrostatico. |
3 |
Dimostrazione che il rischio di Brush Discharge è eliminato o adeguatamente controllato |
Verificare se ciascuna superficie isolante può accumulare una carica sufficiente a produrre una brush discharge pericolosa |
7.4.2.1 e parti applicabili della 7.4.2.2 |
Fornire una giustificazione tecnica che dimostri l'assenza del rischio oppure l'efficacia delle misure protettive. |
Calcoli di progetto, misure di resistenza, rapporti di prova, proprietà dei materiali, relazione tecnica. |
Richiede che il rischio di innesco elettrostatico sia eliminato o controllato mediante adeguate misure progettuali. |
4 |
Descrizione delle misure di protezione contro la carica elettrostatica |
Accumulo di carica e brush discharge da superfici isolanti |
Metodi applicabili della 7.4.2.2 |
Descrivere le misure adottate: limitazione dell'area superficiale, controllo della resistenza superficiale, materiali dissipativi/conduttivi, limitazione dello spessore del rivestimento, messa a terra, bonding o schermatura. |
Specifiche di progetto, dettagli di bonding, schemi di messa a terra, rapporti di prova, certificati dei materiali. |
La Clausola 7.4.2.2 descrive le soluzioni progettuali accettabili per prevenire l'accumulo di cariche. |
5 |
Schede tecniche dei materiali e proprietà elettriche delle parti non metalliche |
Capacità del materiale di accumulare, dissipare o condurre cariche elettrostatiche |
7.1.2, requisiti applicabili di 7.2 e 7.3 e metodo scelto di 7.4.2.2 |
Definire il materiale e documentarne tutte le proprietà rilevanti. |
Schede tecniche, certificati, rapporti di prova della resistenza superficiale/volumica. |
La conformità ai requisiti elettrostatici dipende dalle caratteristiche controllate del materiale. |
6 |
Identificazione delle parti conduttive e isolanti sui disegni |
Posizione delle superfici isolanti, conduttori di terra, parti metalliche isolate e collegamenti equipotenziali |
7.4.1, 7.4.2.2 e 24.1 |
Mostrare tutte le parti conduttive e isolanti nei disegni controllati. |
Disegni di insieme, disegni di montaggio, schemi di bonding e messa a terra. |
I disegni forniscono le informazioni necessarie per verificare la conformità alla Clausola 7. |
7 |
Valutazione del rischio elettrostatico durante pulizia, sfregamento, polvere, movimentazione e manutenzione |
Generazione di cariche durante pulizia a secco, attrito, polvere, installazione e manutenzione |
7.4.2.1 con le note pertinenti della 7.4.1 |
Valutare gli scenari prevedibili che possono generare una superficie caricata e una possibile scarica. |
Matrice dei rischi, analisi di manutenzione, uso previsto, condizioni ambientali. |
Tali attività possono generare cariche elettrostatiche e devono essere considerate. |
8 |
Istruzioni per l'uso e avvertenze relative ai rischi elettrostatici |
Rischi residui dipendenti dall'installazione, pulizia, manutenzione o comportamento dell'utilizzatore |
7.4.2.2 e Clausola 30 |
Indicare tutte le precauzioni necessarie, ad esempio pulizia con panno umido ed evitare lo sfregamento a secco. |
Manuale di istruzioni, istruzioni di installazione e manutenzione, etichette di avvertenza. |
Quando la sicurezza dipende dal comportamento dell'utilizzatore, le precauzioni devono essere riportate nelle istruzioni. |
Quali apparecchiature sono maggiormente interessate?
La modifica è particolarmente rilevante per apparecchiature con involucri plastici, rivestimenti spessi o in polvere, finestre in policarbonato o acrilico, lenti plastiche, involucri GRP/FRP, coperture in gomma, maniglie, etichette, membrane, film e altri rivestimenti isolanti.
Se tali superfici si caricano a causa di sfregamento, pulizia, movimento dell'aria, polvere, trasporto o separazione dei materiali, la presenza di un elemento metallico collegato a terra nelle vicinanze può provocare una brush discharge, potenzialmente in grado di innescare alcune atmosfere esplosive.
Il vero impatto dell'introduzione della definizione 3.8 non consiste nell'introdurre nuove prove o nuovi requisiti di progettazione, bensì nel fatto che il fabbricante è ora tenuto a dimostrare esplicitamente nel Fascicolo Tecnico che il rischio di brush discharge è stato identificato, valutato e controllato.
6 – Chiarimento della definizione di "Bushing" come dispositivo isolante
Clausola 3 – Termini e definizioni
Sottoclausola 3.10 – Bushing
Tipo di modifica: Modifica minore ed editoriale
Bushing: Dispositivo isolante destinato al passaggio di uno o più conduttori, isolati o nudi, attraverso una parete interna o esterna di un involucro.
La nuova definizione di boccola è principalmente una modifica di chiarimento e, contrariamente a quanto potrebbe sembrare, in genere non crea nuovi requisiti di progettazione, collaudo o documentazione.
Impatto della modifica
L'aggiunta del termine "insulating" chiarisce che, ai fini della norma IEC 60079-0, un bushing è specificamente un dispositivo isolante utilizzato per il passaggio di uno o più conduttori, isolati o nudi, attraverso una parete interna o esterna di un involucro.
Si tratta di una modifica minore di natura editoriale, finalizzata a distinguere un bushing da altri sistemi di attraversamento dei conduttori o da componenti metallici di tipo feed-through.
La modifica non introduce un nuovo principio progettuale, ma rende più esplicita la natura prevista di questo componente.
Impatto sulla valutazione della conformità e sul Fascicolo Tecnico
Questa modifica della formulazione non introduce nuovi documenti obbligatori da includere nel Fascicolo Tecnico.
Tuttavia, qualora un componente venga identificato come bushing, il fabbricante dovrebbe assicurarsi che:
-
sia effettivamente un dispositivo isolante, in conformità alla definizione aggiornata;
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il materiale isolante e le relative caratteristiche elettriche siano correttamente specificati;
-
i disegni, la distinta base (BOM) e la descrizione dei componenti utilizzino una terminologia coerente;
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gli eventuali requisiti applicabili relativi alle distanze superficiali (creepage), alle distanze in aria (clearance), alla rigidità dielettrica (dielectric strength) o al modo di protezione siano presi in considerazione conformemente alle pertinenti clausole della norma.
Impatto sulle prove di tipo
La modifica non introduce nuove prove di tipo, nuovi metodi di prova né nuovi criteri di accettazione.
Le prove esistenti continuano ad essere applicabili esclusivamente quando richieste dal relativo modo di protezione, dalla tensione nominale, dal sistema di isolamento o dalla costruzione dell'apparecchiatura.
Conclusioni
L'effetto pratico della modifica è limitato ad una maggiore chiarezza terminologica e classificativa.
Le apparecchiature che già utilizzano bushing isolanti correttamente specificati non dovrebbero richiedere modifiche progettuali, prove supplementari o nuova documentazione del Fascicolo Tecnico esclusivamente come conseguenza di questa modifica.
7 – Aggiunta della Nota 1 alla definizione di "coating"
Clausola 3 – Termini e definizioni
Sottoclausola 3.14 – Coating
Tipo di modifica: Minore ed editoriale
Nota 1 alla voce: Con riferimento alle atmosfere esplosive, questo termine è utilizzato in un'accezione più ampia rispetto alla definizione contenuta nella IEC 60050-212:2010, 212-11-61, che è specifica per i rivestimenti applicati alle superfici al fine di migliorarne la resistenza al tracking. Il termine è inoltre frequentemente utilizzato anche per altri scopi, quali la protezione contro la corrosione oppure la riduzione della resistività superficiale, al fine di ridurre la possibilità di scariche elettrostatiche.
Nell'edizione 2017, la definizione di Coating era riportata esclusivamente come definizione generale. Nell'edizione 2026, invece, una parte della Nota sopra aggiunta specifica che «con riferimento alle atmosfere esplosive, questo termine è utilizzato in un'accezione più ampia…».
Questa Nota chiarisce due aspetti fondamentali:
-
La definizione di Coating nella IEC 60079-0 non è limitata a quella riportata nella IEC 60050-212. Nella IEC 60050, infatti, il termine coating si riferisce principalmente ai rivestimenti isolanti destinati ad aumentare la resistenza al tracking; nella IEC 60079-0, invece, il termine Coating comprende anche qualsiasi tipo di rivestimento avente una funzione specifica.
-
La norma fornisce inoltre esempi più diversificati di tali rivestimenti, ampliando così il campo di applicazione del significato del termine Coating, quali:
-
rivestimenti per la protezione contro la corrosione;
-
rivestimenti per la riduzione della resistività superficiale;
-
rivestimenti antistatici; e
-
altri rivestimenti con funzione protettiva.
-
Questa Nota non introduce nuovi requisiti relativi alla progettazione, alle prove o alla certificazione, ma:
-
chiarisce l'ambito di applicazione del concetto di Coating nelle applicazioni destinate alle atmosfere esplosive; e
-
consente che la documentazione e la valutazione dei rivestimenti funzionali siano eseguite con maggiore accuratezza e uniformità.
La preparazione del Fascicolo Tecnico è influenzata da questa modifica?
Se l'apparecchiatura non è dotata di alcun rivestimento specifico (coating), non è necessario apportare alcuna modifica al Fascicolo Tecnico. Tuttavia, qualora l'apparecchiatura sia dotata di un rivestimento funzionale, è opportuno descriverne le caratteristiche in modo più dettagliato nella documentazione tecnica.
Ad esempio, se l'apparecchiatura è dotata di un rivestimento anticorrosione, è consigliabile specificare con maggiore chiarezza:
-
il tipo di rivestimento;
-
lo spessore;
-
la posizione di applicazione;
-
la funzione del rivestimento.
Se il rivestimento è destinato a ridurre la resistività superficiale, è opportuno specificare in modo più dettagliato:
-
il valore obiettivo della resistività superficiale;
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il tipo di materiale utilizzato;
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il metodo di applicazione;
-
la durabilità del rivestimento.
Se il rivestimento è antistatico, è inoltre opportuno indicarne chiaramente la correlazione con le clausole della norma relative ai rischi di natura elettrostatica.
Qualora nei disegni siano riportate esclusivamente indicazioni generiche, quali Paint o Surface treatment, tali informazioni non sono sufficientemente descrittive. È preferibile indicare il tipo specifico di rivestimento, ad esempio:
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rivestimento epossidico (epoxy coating);
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rivestimento conduttivo (conductive coating);
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rivestimento antistatico (anti-static coating);
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rivestimento anticorrosione (corrosion resistant coating);
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rivestimento ricco di zinco (zinc-rich coating);
-
oppure un'altra tipologia equivalente, ove applicabile.
Se il rivestimento svolge una funzione tecnica (functional role), è opportuno riportare nella Distinta Base (BOM – Bill of Materials) almeno le seguenti informazioni:
-
tipo di materiale;
-
nome commerciale;
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codice del rivestimento;
-
specifiche tecniche.
Dal punto di vista della valutazione da parte dell'Organismo di Certificazione, l'impatto di questa modifica può consistere nella verifica se il rivestimento utilizzato abbia esclusivamente una funzione non rilevante ai fini della protezione contro le esplosioni (ad esempio un rivestimento decorativo) oppure se costituisca parte integrante del concetto di protezione contro le esplosioni. Un esempio tipico di quest'ultimo caso è rappresentato da un rivestimento antistatico.
8- Nella definizione di "temperatura continua di esercizio" (continuous operating temperature), l'espressione "intervallo di temperatura" è stata sostituita con "intervallo di temperatura definito dal fabbricante" e la definizione di "fabbricante" è stata ampliata per includere qualsiasi parte in grado di dimostrare di avere il controllo del materiale.
Clausola 3 – Termini e definizioni
Sottoclausola 3.21 – Temperatura continua di esercizio (continuous operating temperature)
Tipo della modifica: Minore ed editoriale
Intervallo di temperatura definito dal fabbricante che garantisce la stabilità e l'integrità del materiale per la durata di vita prevista dell'apparecchiatura, o della parte, nella relativa applicazione prevista.
Nota 1 alla voce: Il "fabbricante" è la parte che può dimostrare di avere il controllo del materiale.
Impatto della modifica
La definizione rivista chiarisce che la Temperatura Continua di Esercizio (Continuous Operating Temperature – COT) è l'intervallo di temperatura definito dal fabbricante che garantisce la stabilità e l'integrità del materiale durante l'intera durata di servizio prevista dell'apparecchiatura o del componente nella relativa applicazione prevista.
L'aggiunta della Nota 1 chiarisce inoltre che il "fabbricante" è la parte in grado di dimostrare il controllo del materiale e delle sue caratteristiche.
Questa modifica non introduce un nuovo requisito di progettazione, ma fornisce un'interpretazione più precisa del concetto di COT.
Impatto sulla valutazione della conformità e sul Fascicolo Tecnico
La definizione rivista non introduce alcuna nuova documentazione obbligatoria per il Fascicolo Tecnico. Tuttavia, in qualsiasi parte del Fascicolo Tecnico relativa ai materiali utilizzati nel prodotto Ex, per la quale il COT è pertinente:
-
le specifiche tecniche e la dichiarazione di conformità relative al COT di qualsiasi materiale dovrebbero essere chiaramente riconducibili alle fonti pertinenti (fabbricanti); e
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il COT dichiarato dovrebbe essere appropriato all'applicazione prevista.
Il Fascicolo Tecnico dimostra che i materiali utilizzati mantengono le proprie proprietà per l'intera durata di servizio prevista nel prodotto Ex.
Impatto sulle prove di tipo
La modifica non introduce alcuna nuova prova di tipo, metodo di prova o criterio di accettazione.
Le prove di tipo esistenti rimangono applicabili in conformità al pertinente modo di protezione e alla costruzione dell'apparecchiatura.
9- Nuova definizione per i convertitori comparabili utilizzati con motori elettrici
Clausola 3 – Termini e definizioni
Sottoclausola 3.22.2 – convertitore comparabile
Tipo di modifica: Minore ed editoriale
convertitore comparabile
<per l’uso con macchine elettriche> convertitore per il quale le perdite nel motore alimentato dal convertitore non sono superiori alle perdite che si sarebbero verificate se il motore fosse stato utilizzato con lo specifico convertitore impiegato durante la prova di tipo.
Nota 1 alla voce: Questo convertitore è simile per quanto riguarda le specifiche della tensione di uscita, della corrente di uscita e della frequenza di commutazione, in modo che non siano superate le temperature limite della macchina relative alla temperatura massima superficiale e alla stabilità termica dei materiali.
Perché è importante nella IEC 60079-0?
Perché il tipo di convertitore ha un effetto diretto sul riscaldamento del motore.
Due azionamenti differenti, anche se fanno funzionare lo stesso motore alla stessa velocità, possono generare quantità differenti di calore nel motore.
Per questo motivo, la nuova IEC 60079-0:2026 ha introdotto il termine Convertitore comparabile; vale a dire che, se il nuovo azionamento è simile, in termini di comportamento elettrico e generazione di calore, all’azionamento con il quale il motore è stato sottoposto a prova di tipo, esso può essere considerato “comparabile” e normalmente non è necessario ripetere le prove termiche.
Qual era la situazione nell’edizione 2017?
Nella IEC 60079-0:2017 era presente una sola definizione:
3.22 Convertitore
Vale a dire, in generale, qualsiasi dispositivo elettronico di potenza che modifica la tensione o la frequenza di uscita per alimentare un motore, come un VFD o un inverter.
A quel tempo, la norma utilizzava esclusivamente il termine convertitore e non distingueva tra differenti tipi di convertitori.
Cosa è cambiato nell’edizione 2026?
L’ottava edizione ha suddiviso la precedente definizione in due parti:
-
3.22.1 convertitore
-
3.22.2 convertitore comparabile
Ciò significa che la norma distingue ora tra due concetti:
a) Convertitore: qualsiasi tipo di azionamento o inverter.
b) Convertitore comparabile: uno specifico tipo di convertitore che può essere considerato equivalente, in termini di comportamento termico, al convertitore utilizzato con il motore durante la prova di tipo.
La norma ha quindi introdotto effettivamente un nuovo termine.
Perché era necessario questo termine?
Uno dei problemi storici nella certificazione dei motori antideflagranti era il seguente:
Si supponga che un motore Ex e o Ex db sia stato sottoposto a prova con un azionamento ABB ACS880, ma che successivamente il cliente decida di utilizzare un Siemens SINAMICS.
Domanda: è necessario ripetere la prova di tipo?
In precedenza, la risposta non era del tutto chiara e alcuni Organismi Notificati rispondevano “sì”, mentre altri rispondevano “no”.
Per questo motivo, la IEC ha aggiunto questa nuova definizione.
Qual è il significato della frase originale?
La norma afferma:
“convertitore per il quale le perdite nel motore alimentato dal convertitore non sono superiori alle perdite che si sarebbero verificate se il motore fosse stato utilizzato con lo specifico convertitore impiegato durante la prova di tipo.”
Ciò significa che, se il nuovo convertitore non provoca perdite maggiori nel motore, tale convertitore è considerato, dal punto di vista della norma, un Convertitore comparabile.
Cosa si intende per perdite?
Quando un motore è alimentato mediante un VFD, i seguenti fattori provocano un aumento del calore:
-
Armoniche
-
Forma d’onda PWM
-
Frequenza di commutazione
-
Tempo di salita della tensione
-
Corrente di modo comune
-
Correnti parassite aggiuntive
-
Aumento delle perdite nel ferro
-
Aumento delle perdite nel rame
Se il nuovo convertitore non aumenta tali perdite, neppure la temperatura del motore aumenterà.
Cosa indica esattamente la Nota 1?
La Nota significa che il termine “comparabile” non è soltanto una denominazione.
L’uscita del nuovo convertitore deve essere sufficientemente simile per quanto riguarda:
-
Tensione di uscita;
-
Corrente di uscita; e
-
Frequenza di commutazione,
in modo che:
-
la temperatura massima superficiale non aumenti; e
-
sia mantenuta anche la stabilità termica dei materiali.
Ciò significa che, dal punto di vista della IEC 60079, l’aspetto principale è il calore.
Se i tre parametri sopra indicati sono approssimativamente simili, normalmente anche le perdite nel ferro e nel rame saranno simili e, di conseguenza, la temperatura del motore non aumenterà.
Viene introdotto un nuovo requisito di progettazione? No.
Questa clausola non introduce alcun nuovo requisito, ma definisce semplicemente quando un nuovo convertitore può essere considerato equivalente al convertitore collegato al motore durante la prova di tipo.
È richiesta una nuova prova di tipo? Nella maggior parte dei casi, no.
Se viene dimostrato che il nuovo convertitore è un Convertitore comparabile, non è richiesta una nuova prova di tipo. Tuttavia, se non è comparabile, può essere necessario ripetere la valutazione termica da parte del fabbricante e dell’organismo di certificazione, nonché le prove termiche di tipo.
Questa definizione pertanto:
-
fornisce concretamente una base per il processo decisionale tecnico nella valutazione delle modifiche successive alla prova di tipo,
anziché:
-
richiedere di per sé una nuova prova.
In sintesi, la modifica non introduce un nuovo requisito, ma chiarisce la base per decidere se sia necessario o meno ripetere le prove termiche in caso di sostituzione del convertitore.
Impatto sul Fascicolo Tecnico
Questa è la parte più importante della modifica.
Nell’edizione 2017, il Fascicolo Tecnico normalmente indicava soltanto, per esempio:
“Tested with ABB ACS880”.
Nell’edizione 2026, invece, il Fascicolo Tecnico deve dimostrare perché anche l’utilizzo di un altro convertitore è accettabile. Pertanto, il Fascicolo Tecnico deve includere quanto segue:
-
Specifiche del convertitore utilizzato durante la prova di tipo; e
-
relativi parametri principali, tra cui:
-
Tensione di uscita
-
Corrente di uscita
-
Frequenza di commutazione
-
-
Criteri per determinare un Convertitore comparabile.
-
Qualora sia previsto l’utilizzo di più modelli di azionamento, un’analisi tecnica o un confronto che dimostri che i convertitori alternativi non generano perdite superiori a quelle prodotte dal convertitore utilizzato durante la prova.
-
Limitazioni d’uso, se presenti, quali intervallo di frequenza, tensione o impostazioni ammissibili.
Tali elementi chiariscono i requisiti di documentazione, ma non introducono un nuovo requisito per tutte le apparecchiature.
La modifica influisce sul processo di valutazione e certificazione ATEX?
Sì, ma si tratta di un impatto interpretativo e non obbligatorio.
Per le apparecchiature funzionanti con convertitori, come i VFD, l’organismo di certificazione dispone ora di una base normativa per rispondere alla seguente domanda:
“Questo nuovo convertitore è realmente comparabile al convertitore utilizzato durante la prova?”
Pertanto, durante l’esame delle modifiche progettuali o l’aggiunta di nuovi modelli di azionamento, l’organismo di certificazione deve richiedere al fabbricante di fornire evidenze che dimostrino che il convertitore sostitutivo è un Convertitore comparabile.
Tali evidenze possono essere richieste al fabbricante sotto forma di:
-
confronto delle specifiche;
-
analisi termica; oppure
-
altra documentazione tecnica appropriata.
10 - Definizione rivista di Polvere
Clausola 3 – Termini e definizioni
Sottoclausola 3.25 – Polvere
Tipo di modifica: Minore ed editoriale
Impatto della modifica
La definizione rivista di polvere ha carattere editoriale e chiarisce che il termine comprende sia la polvere combustibile sia i fiocchi combustibili (combustible flyings).
La nuova nota aggiunta spiega che un'atmosfera esplosiva di polvere può formarsi quando sono presenti, in quantità pericolose, sia la polvere combustibile sia i fiocchi combustibili.
Questa modifica non introduce nuovi requisiti di progettazione, nuovi metodi di prova o nuovi criteri di accettazione.
Essa migliora semplicemente l'interpretazione della terminologia utilizzata nell'intera norma e riduce la possibilità di interpretazioni errate.
Nella precedente edizione della IEC 60079-0:2017, alcuni avrebbero potuto ritenere che la definizione di polvere si riferisse principalmente alle particelle solide fini; tuttavia, la norma chiarisce ora esplicitamente che:
-
Polvere combustibile
-
Fiocchi combustibili (Combustible Flyings)
entrambi possono costituire una sorgente di un'atmosfera esplosiva di polvere.
Questa modifica è più rilevante ai fini dell'interpretazione della norma e della conduzione della valutazione dei rischi che non per la progettazione o le prove del prodotto.
Impatto sulla valutazione della conformità e sul Fascicolo Tecnico
La definizione rivista non richiede alcuna documentazione aggiuntiva nel Fascicolo Tecnico, né ulteriori evidenze di progetto o prove di tipo.
Le valutazioni dei rischi, la documentazione dei materiali e le valutazioni della protezione contro le esplosioni già esistenti rimangono valide. Analogamente, il processo di valutazione della conformità ATEX e di certificazione non subisce alcuna modifica.
Tuttavia, gli organismi di certificazione dovrebbero considerare sia la polvere combustibile sia i fiocchi combustibili nell'interpretazione dell'ambiente di servizio previsto per l'apparecchiatura.
11 – Aggiunta della Nota 2 per chiarire la definizione di polvere conduttiva
Clausola 3 – Termini e definizioni
Sottoclausola 3.25.2 – Polvere conduttiva
Tipo di modifica: Minore ed editoriale
Nota 2 alla voce: La polvere metallica è trattata come polvere conduttiva, poiché si presume che non si possa fare affidamento sull’ossidazione superficiale per garantire sempre una resistività elettrica superiore a 1 kΩ × m.
Impatto della modifica
L’aggiunta della Nota 2 alla definizione 3.25.2, Polvere conduttiva, della IEC 60079-0:2026 costituisce un chiarimento interpretativo e non un nuovo requisito tecnico. Questa nota chiarisce i criteri relativi all’esposizione a polveri metalliche, al fine di evitare interpretazioni differenti da parte dei fabbricanti e degli organismi di certificazione durante la valutazione delle apparecchiature destinate all’impiego in atmosfere esplosive.
Il significato della nota aggiunta è il seguente:
-
Anche se la polvere metallica, a causa dell’ossidazione superficiale, acquisisce in determinate condizioni una resistività elettrica più elevata,
-
tale strato di ossido non deve essere considerato una caratteristica permanente e affidabile.
-
Pertanto, nelle valutazioni delle apparecchiature destinate ad atmosfere esplosive, la polvere metallica è sempre considerata una polvere conduttiva.
Impatto sulla progettazione dell’apparecchiatura
La presente Nota non introduce un nuovo requisito di progettazione.
Tuttavia, se l’apparecchiatura è destinata all’uso in un ambiente contenente polveri metalliche, la norma stabilisce ora esplicitamente che l’atmosfera deve essere considerata caratterizzata dalla presenza di polvere conduttiva.
Impatto sul Fascicolo Tecnico
In generale, non è richiesta l’aggiunta di nuove evidenze al Fascicolo Tecnico.
Tuttavia, se l’apparecchiatura è progettata per atmosfere contenenti polveri metalliche, è opportuno specificare più chiaramente nel Fascicolo Tecnico:
-
Il tipo di polvere considerata
-
Che la polvere metallica è considerata polvere conduttiva
-
La base per la selezione dei requisiti applicabili alle polveri conduttive
-
Qualora siano rilevanti il grado di protezione IP o le distanze superficiali e in aria, la base utilizzata per la loro selezione
Tali aspetti venivano già considerati nella pratica, ma ora dispongono di un riferimento normativo più chiaro.
Impatto sulle prove di tipo
Questa modifica:
-
Non introduce nuove prove
-
Non aggiunge nuove sottoclausole alla Clausola 26
-
Non introduce nuovi metodi di prova
Inoltre:
-
La prova di resistività della polvere continuerà a essere eseguita in conformità alla ISO/IEC 80079-20-2.
-
Se la polvere è metallica, in genere non sarà più accettabile fare affidamento sulla presenza di uno strato di ossido per escluderla dalla categoria delle polveri conduttive.
Impatto sulla valutazione dell’Organismo di Certificazione (ATEX / IECEx)
Questo rappresenta l’impatto più importante della modifica.
In passato, un fabbricante avrebbe potuto dichiarare: «La nostra polvere metallica presenta una resistività superiore a 1 kΩ × m a causa dell’ossidazione superficiale.»
Tuttavia, tale argomentazione non è più accettata dalla norma.
Di conseguenza, l’Organismo di Certificazione:
-
Considera direttamente la polvere metallica come polvere conduttiva
-
Non fa più affidamento sulla presenza di uno strato di ossido come base per classificarla come non conduttiva
-
Esegue la valutazione sulla base dei requisiti applicabili alle polveri conduttive
Di conseguenza, si riduce la possibilità di divergenze interpretative tra laboratori e Organismi di Certificazione.
12 – Aggiunta di una nuova definizione di collegamento elettrostatico
Clausola 3 – Termini e definizioni
Sottoclausola 3.30 – Collegamento elettrostatico
Tipo di modifica: Minore ed editoriale
Impatto della modifica
L’aggiunta della definizione 3.30 Collegamento elettrostatico (Electrostatic Bonding) nella IEC 60079-0:2026 costituisce principalmente un chiarimento editoriale e interpretativo, piuttosto che un nuovo requisito tecnico.
La nuova definizione introduce formalmente il concetto di collegamento elettrostatico per i materiali non metallici conduttivi e dissipativi e chiarisce che il termine preferito è electrostatically bonded, mentre la precedente espressione electrostatic bonded è ora considerata deprecata.
La definizione chiarisce inoltre che il collegamento elettrostatico consiste nel collegamento a terra di superfici o apparecchiature realizzate in materiale non metallico conduttivo o in materiale non metallico dissipativo, con una resistenza generalmente non superiore a 1 GΩ, assicurando così un uso uniforme della terminologia in tutta la norma.
Impatto sulla progettazione dell’apparecchiatura
Questa definizione non introduce alcun nuovo requisito di progettazione.
Le apparecchiature già conformi ai requisiti di protezione elettrostatica della IEC 60079-0 non richiedono alcuna riprogettazione.
Tuttavia, i progettisti dovrebbero assicurare che, qualora materiali non metallici conduttivi o dissipativi siano intenzionalmente collegati a terra ai fini della protezione elettrostatica, la terminologia e la documentazione di progettazione siano coerenti con la nuova definizione.
Impatto sul Fascicolo Tecnico
Non viene introdotta alcuna nuova documentazione obbligatoria.
Tuttavia, qualora il collegamento elettrostatico di parti non metalliche conduttive o dissipative sia utilizzato come misura di protezione contro l’esplosione, è opportuno che il Fascicolo Tecnico identifichi più chiaramente:
-
le parti non metalliche collegate;
-
il metodo di collegamento;
-
il collegamento a terra previsto;
-
la base progettuale che dimostri che la resistenza del collegamento generalmente non supera 1 GΩ, ove applicabile.
Inoltre, la documentazione tecnica dovrebbe utilizzare la terminologia aggiornata electrostatically bonded al posto del termine deprecato electrostatic bonded.
Impatto sulle prove di tipo
Questa modifica:
-
non introduce nuove prove di tipo;
-
non modifica i metodi di prova esistenti relativi alla protezione elettrostatica;
-
non aggiunge nuovi requisiti alla Clausola 26.
I metodi di verifica esistenti per la protezione elettrostatica rimangono invariati.
Impatto sulla valutazione dell’Organismo di Certificazione (ATEX / IECEx)
Questa modifica migliora principalmente la coerenza durante la valutazione della conformità.
Gli Organismi di Certificazione sono tenuti a:
-
utilizzare la terminologia aggiornata nei rapporti di valutazione e nei certificati;
-
verificare il collegamento elettrostatico sulla base dei requisiti tecnici esistenti, ove applicabile;
-
evitare l’uso dell’espressione deprecata electrostatic bonded nella documentazione di certificazione.
La modifica migliora l’uniformità terminologica senza incidere sulla valutazione tecnica o sul processo di certificazione.
13 – Definizione ampliata delle apparecchiature portatili
Clausola 3 – Termini e definizioni
Sottoclausola 3.33.5 – Apparecchiature portatili
Tipo di modifica: Minore ed editoriale
Apparecchiatura destinata ad essere trasportata da una persona durante il suo funzionamento.Nota 1: Le apparecchiature portatili trasportate da una persona durante il loro funzionamento sono talvolta definite apparecchiature portatili manuali (hand-held equipment). Questa definizione comprende anche le apparecchiature che vengono trasportate quando l'utilizzatore non interagisce direttamente con esse (ad esempio, trasportate in un portafondina da cintura oppure fissate agli indumenti dell'utilizzatore).Nota 2: Esempi di apparecchiature portatili includono telefoni cellulari, telecomandi per dispositivi audio intra-auricolari o sovra-auricolari, rilevatori di gas infiammabili/tossici e utensili elettrici. |
|---|
Definizione nella IEC 60079-0:2026
La definizione di apparecchiatura portatile rimane invariata: "Apparecchiatura destinata ad essere trasportata da una persona durante il suo funzionamento."
Sebbene la definizione in sé non sia stata modificata, la Nota 1 è stata ampliata per fornire un'interpretazione più chiara di ciò che deve essere considerato un'apparecchiatura portatile.
Quali sono le modifiche?
1. Chiarimento della Nota 1
La modifica più significativa introdotta nell'edizione 2026 riguarda l'ampliamento della Nota 1, che chiarisce come il concetto di apparecchiatura portatile non sia limitato ai dispositivi tenuti in mano durante il funzionamento.
La nota rivista specifica espressamente che la definizione comprende anche le apparecchiature che:
-
sono trasportate dall'utilizzatore durante il funzionamento; e
-
non sono direttamente impugnate o utilizzate in quel momento.
La norma fornisce inoltre esempi pratici, tra cui:
-
apparecchiature trasportate in un portafondina da cintura (belt holster);
-
apparecchiature fissate agli indumenti dell'utilizzatore.
Questo chiarimento include esplicitamente nel campo di applicazione delle apparecchiature portatili i dispositivi Ex indossabili (wearable) e quelli montati sul corpo, eliminando la precedente ambiguità relativa ai dispositivi che vengono trasportati anziché tenuti in mano.
2. Introduzione di esempi pratici nella Nota 2
È stata introdotta una nuova Nota 2 per fornire esempi tipici di apparecchiature portatili, tra cui:
-
telefoni cellulari;
-
telecomandi per dispositivi audio intra-auricolari o sovra-auricolari;
-
rilevatori di gas infiammabili;
-
rilevatori di gas tossici;
-
utensili elettrici.
Questi esempi aiutano i fabbricanti, i laboratori di prova e gli organismi di certificazione ad applicare la definizione in modo uniforme nel determinare se un prodotto debba essere classificato come apparecchiatura portatile.
3. Impatto pratico sulla certificazione ATEX e IECEx
La revisione non introduce nuovi requisiti di progettazione né ulteriori prove di tipo (Type Tests). Essa fornisce invece un'interpretazione più chiara dei prodotti che rientrano nella categoria delle apparecchiature portatili.
Di conseguenza:
-
le apparecchiature Ex indossabili sono ora esplicitamente comprese nella definizione;
-
le apparecchiature trasportate in un portafondina da cintura o fissate agli indumenti sono considerate apparecchiature portatili anche quando non sono tenute in mano dall'utilizzatore;
-
il chiarimento favorisce un'interpretazione uniforme tra fabbricanti, laboratori di prova e Organismi Notificati (Notified Bodies), riducendo il rischio di approcci differenti nella valutazione della conformità e nella certificazione.
14- Chiarimento della definizione di attrezzatura trasportabile
Clausola 3 – Termini e definizioni
Sottoclausola 3.33.6 – attrezzatura trasportabile
Tipo di modifica: Minore ed editoriale
Esempi di attrezzature trasportabili includono computer portatili, ventilatori, apparecchi di illuminazione temporanei su supporto e attrezzature con ruote. |
|---|
Lo scopo dell'aggiunta della Nota 1 alla definizione 3.33.6 – attrezzatura trasportabile – è quello di eliminare l'ambiguità nella distinzione tra attrezzatura portatile, trasportabile e fissa.
Impatto del cambiamento
Lo scopo dell'aggiunta della Nota 1 alla definizione 3.33.6 – apparecchiature trasportabili – è quello di eliminare l'ambiguità nella distinzione tra apparecchiature portatili, trasportabili e fisse.
Sebbene la definizione di apparecchiature trasportabili fornita nella norma IEC 60079-0:2017 fosse tecnicamente adeguata, in pratica non era sempre facile determinare se un'apparecchiatura fosse portatile o trasportabile.
L'edizione 2026 ha chiarito l'interpretazione di questa definizione aggiungendo esempi pratici; pertanto, la norma ora specifica che apparecchiature come:
-
computer portatili
-
ventilatori portatili
-
luci temporanee su stativi
-
apparecchiature montate su ruote
sono incluse nella categoria delle apparecchiature trasportabili, perché non vengono trasportate dall'utente durante il funzionamento, ma non sono installate in modo permanente.
Impatto sulla valutazione della conformità e sul fascicolo tecnico
L'aggiunta della Nota 1 non introduce nuovi documenti obbligatori per il fascicolo tecnico.
Tuttavia, il fabbricante deve indicare chiaramente il tipo di utilizzo dell'apparecchiatura in modo che la sua classificazione (portatile, trasportabile o fissa) sia inequivocabile.
Pertanto, questa modifica si limita a chiarire l'ambito di applicazione della definizione e non introduce nuovi requisiti di progettazione o di collaudo.
Effetti pratici per gli organismi di certificazione nella valutazione della conformità
-
Rendere più affidabile la classificazione del tipo di apparecchiatura fin dalle prime fasi del progetto.
-
Ridurre i disaccordi tra il fabbricante e l'organismo di valutazione in merito alla portabilità o trasportabilità dell'apparecchiatura.
-
Facilitare la selezione dei requisiti corretti delle norme complementari.
15- Aggiunta dei nuovi livelli di protezione delle apparecchiature EPL G- ed EPL D- all'insieme degli EPL
Clausola 3 – Termini e definizioni
Sottoclausole 3.35.7 EPL G- , 3.35.11 EPL D-
Tipo di modifica: Minore ed editoriale
Parte dell'apparecchiatura che non fornisce alcuna protezione contro l'esplosione per atmosfere esplosive di gas / polveriNota 1 alla voce: Questo si applica tipicamente alle apparecchiature per atmosfere esplosive di gas / polveri che presentano una separazione o un confine tra l'atmosfera esplosiva di gas / polveri e l'area non pericolosa. Vedere IEC 60079-13, IEC 60079-26 oppure IEC 60079-46.Nota 2 alla voce: Sono escluse le apparecchiature associate (3.4) e le apparecchiature Ex associate (3.5). |
|---|
La IEC 60079-0:2026 introduce due nuovi Livelli di Protezione delle Apparecchiature (Equipment Protection Levels - EPL): EPL G- per le atmosfere esplosive di gas ed EPL D- per le atmosfere esplosive di polveri.
Entrambi rappresentano un nuovo concetto destinato alle apparecchiature installate sul confine tra aree pericolose e non pericolose, nelle quali la sicurezza dipende da un elemento di separazione piuttosto che dal tradizionale livello di protezione assegnato all'intera apparecchiatura.
1. Impatto sulla marcatura
Prima dell'edizione 2026, nella marcatura Ex delle apparecchiature antideflagranti, in funzione dell'atmosfera di utilizzo, venivano indicati gli EPL Ga/Da, Gb/Db oppure Gc/Dc.
Ora la norma ha aggiunto un nuovo livello di protezione dell'apparecchiatura denominato G- / D- all'insieme delle definizioni; pertanto, se il campo di applicazione di una delle specifiche norme sopra citate è applicabile all'apparecchiatura, l'EPL G- / D- dovrà essere incluso nella marcatura dell'apparecchiatura.
Di conseguenza, la futura struttura della marcatura potrà essere ad esempio:
II 2G Ex xxx IIC T4 G- / II 2D Ex xxx IIIC T100 D-
anziché
II 2G Ex xxx IIC T4 Gb / II 2D Ex xxx IIIC T100 Db
ma esclusivamente se la norma specifica relativa allo stesso tipo di protezione consente l'utilizzo di G- / D-.
2. Perché Ga / Da oppure Gb / Db non sono più sufficienti? Qual è la differenza tra EPL Ga/Da, Gb/Db, Gc/Dc ed EPL G- / D-?
Quando, ad esempio, un'apparecchiatura è installata su un serbatoio e l'intera apparecchiatura non si trova all'interno della zona Ex, ad esempio quando l'interno del serbatoio è in Zona 0 / 20 mentre la parte esterna si trova in area sicura, se l'EPL dell'apparecchiatura viene considerato semplicemente come Ga / Da, si crea l'impressione che l'intera apparecchiatura sia progettata per la Zona 0 / 20, il che è errato.
Anche se l'EPL viene considerato come Gb / Db, il reale concetto del livello di protezione dell'apparecchiatura continua a non essere rappresentato correttamente.
Infatti, l'apparecchiatura:
-
possiede una parte in area sicura;
-
possiede una parte in area pericolosa;
-
le sue prestazioni di sicurezza dipendono dall'Elemento di Separazione.
In realtà, gli EPL tradizionali (Ga/Da, Gb/Db, Gc/Dc) per le apparecchiature installate sul confine tra area pericolosa e area non pericolosa non riflettono sempre il reale stato dell'apparecchiatura.
Pertanto G- / D- rappresenta in realtà un Boundary EPL, e non uno Zone EPL.
L'EPL G- / D- è molto più di un nuovo EPL per una Zona: rappresenta un nuovo concetto per le apparecchiature installate sul confine.
In altre parole:
-
Ga / Da, Gb / Db, Gc / Dc descrivono il livello di protezione di un'apparecchiatura all'interno di un'area pericolosa.
-
G- / D- descrive il livello di protezione di un'apparecchiatura la cui sicurezza si basa su un elemento isolante oppure su un confine tra due ambienti (pericoloso e non pericoloso).
Per questo motivo il comitato TC31 ha definito un nuovo EPL.
3. Norme Ex correlate
IEC 60079-26
Il campo di applicazione di questa norma riguarda esattamente questo tipo di apparecchiature:
"Apparecchiature che contengono parti con differenti EPL e un elemento di separazione."
Lato Sicuro
+
Lato Zona 0 / 20
+
Elemento di Separazione
IEC 60079-13
Nelle camere pressurizzate, l'apparecchiatura o il locale è situato esattamente sul confine.
La sicurezza dipende dal mantenimento della pressione positiva, pertanto anche questo viene considerato un confine.
Interno della camera pressurizzata
Area Sicura
-----------
Parete
-----------
Zona 1 / 21
IEC TS 60079-46
In molti assiemi:
-
una parte è all'interno dell'area pericolosa;
-
una parte è all'esterno dell'area pericolosa.
Pertanto anche in questo caso esiste un chiaro confine.
Ad esempio:
Pannello di Controllo
Area Sicura
↓
Cavo
↓
Assieme Ex
↓
Zona 1 / 21
Oppure
Shelter Analizzatore
↓
Attraversamento della Tubazione
↓
Zona 0 / 20
4. Punti importanti relativi alla Nota 1
La Nota 1 è in realtà la chiave per comprendere il concetto di EPL G- / D- e indica che questo livello di protezione non è definito per apparecchiature utilizzate nelle normali Zone 0/20, 1/21 oppure 2/22, bensì per apparecchiature installate sul confine tra area pericolosa e area non pericolosa.
La parola "Typically" è molto importante, poiché la norma non dice "shall be applied", ma "typically applied", il che significa che questo EPL viene normalmente utilizzato per questo tipo di apparecchiature, ma la sua applicazione non è limitata esclusivamente a questi casi e potrebbe essere estesa nelle future revisioni di altre norme Ex.
Separation oppure Boundary si riferiscono ad un dispositivo che separa due differenti atmosfere.
Infatti l'apparecchiatura possiede una parte in atmosfera pericolosa ed una parte in atmosfera non pericolosa.
Questo è esattamente lo stesso concetto definito nella IEC 60079-26 con il termine equipment with separation elements.
Ad esempio:
Area Sicura
------------------------
Apparecchiatura
------------------------
Zona 0 / 20
Oppure
Zona 2 / 22
------------------------
Apparecchiatura
------------------------
Area Sicura
Esempi comuni di separation oppure boundary per atmosfere di gas (relativi a G-):
-
spia di livello (sight glass);
-
indicatore di livello;
-
giunto magnetico;
-
passaggio rotante;
-
passaggio cavi;
-
tenuta dell'albero;
-
finestra;
-
sensore passante attraverso una parete.
Esempi comuni di separation oppure boundary per atmosfere di polveri (relativi a D-):
-
valvola rotativa tra silo contenente polveri e area sicura;
-
passaggio a tenuta di polvere;
-
finestra di una camera contenente polveri;
-
dispositivo di campionamento polveri;
-
attraversamento della parete di un trasportatore a coclea.
5. Punti importanti relativi alla Nota 2
Quando la Nota 1 parla di Separation oppure Boundary, potrebbe sorgere l'idea che anche una Barrier rappresenti un confine.
Tuttavia, dal punto di vista della IEC, questi due concetti sono completamente differenti, poiché una barriera elettrica non equivale ad un confine fisico.
Per questo motivo la norma esclude esplicitamente le apparecchiature associate nella Nota 2.
Primo esempio: serbatoio con elemento di separazione (applicabile ad EPL G- / D-)
Area Sicura
─────────────
Display
─────────────
Finestra in vetro
─────────────
Zona 0 / 20
Questo dispositivo possiede una parete in vetro che separa i due ambienti e, se il vetro si rompe, la separazione viene meno.
Pertanto questo è esattamente il tipo di dispositivo descritto nella Nota 1 e potrebbe essere soggetto ad EPL G- / D-.
Secondo esempio: Barriera Zener (non applicabile ad EPL G- / D-)
Area Sicura
PLC
↓
Barriera Zener
↓
Cavo
↓
Zona 0 / 20
Trasmettitore di Pressione
La barriera non fornisce alcun isolamento meccanico; essa limita esclusivamente tensione e corrente.
Se la barriera si guasta, viene compromessa la Sicurezza Intrinseca e non un confine fisico.
Pertanto non sarà mai classificata come EPL G- / D-.
Terzo esempio: Isolatore galvanico
Area Sicura
DCS
↓
Isolatore Galvanico
↓
Zona 1 / 21
Misuratore di Portata Ex ia
Anche in questo caso non esiste alcun Boundary, nessun Separation Element tra l'atmosfera di gas / polveri e l'ambiente sicuro.
Viene controllata esclusivamente l'energia elettrica, pertanto non è pertinente ad EPL G- / D-.
Quarto esempio: Feedthrough nella parete del serbatoio
Area Sicura
Connettore
│
──────────────
Passaggio a Tenuta di Pressione
──────────────
Zona 0 / 20
In questo caso il feedthrough fa parte del confine del serbatoio e la sua funzione consiste nel mantenere la separazione tra l'interno e l'esterno del serbatoio.
Pertanto un suo guasto può provocare la perdita della separazione.
Questo rappresenta un esempio correlato ad EPL G- / D-.
6. Impatto sul Fascicolo Tecnico
Per i progetti nei quali viene utilizzato EPL G- / D-, il focus della valutazione si sposta dall'apparecchiatura stessa alla precisione ed affidabilità dell'Elemento di Separazione.
Di conseguenza, ci si aspetta che il Fascicolo Tecnico fornisca evidenze quali:
-
specifiche complete dell'Elemento di Separazione (tipo, dimensioni, campo operativo);
-
identificazione ed evidenziazione, nei disegni, nella BOM e negli altri documenti tecnici, dei parametri di sicurezza rilevanti relativi alla separazione o al confine tra l'atmosfera esplosiva di gas / polveri e l'area non pericolosa;
-
analisi dei modi di guasto (valutazione del rischio) che dimostri come venga controllato il guasto dell'Elemento di Separazione tra l'atmosfera esplosiva di gas / polveri e l'area non pericolosa;
-
risultati delle prove di integrità e durata dell'Elemento di Separazione (secondo i requisiti della norma specifica applicabile, ad esempio IEC 60079-26 oppure IEC TS 60079-46);
-
giustificazione della scelta di EPL G- / D- anziché Ga/Da oppure Gb/Db, sulla base della posizione di installazione e del ruolo dell'Elemento di Separazione (perché l'apparecchiatura è classificata G- / D-? Su quale base? E quale norma specifica si applica?).
7. Impatto sulle Prove di Tipo
La sezione 3.35.7 di per sé non introduce nuove prove.
Tuttavia, l'introduzione di EPL G- / D- rende possibile che le norme specifiche definiscano prove differenti oppure aggiuntive nelle loro future revisioni.
Nella definizione del Piano di Prova del progetto, dovranno quindi essere previste, oltre alle prove richieste per gli altri modi di protezione, anche le prove di tipo pertinenti ad EPL G- / D- ed espressamente richieste dalla specifica norma Ex applicabile (ad esempio IEC 60079-13, IEC 60079-26 oppure IEC 60079-46).
8. Impatto sul Processo di Valutazione della Conformità
Per un Organismo Notificato oppure un Organismo di Certificazione IECEx, questa modifica comporta la necessità di valutare nuovi aspetti:
-
il livello EPL selezionato (compreso G- / D-) è dimostrato conforme alla norma specifica applicabile?
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la marcatura definita è corretta?
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il progetto supporta l'EPL G- / D-?
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sono state eseguite le prove richieste per EPL G- / D-?
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il Fascicolo Tecnico fornisce evidenze sufficienti a supporto dell'EPL G- / D-?
16- Introduzione della nuova definizione: Explosion-Protected
Clausola 3 – Termini e definizioni
Sottoclausola 3.36 Explosion-Protected
Tipo di modifica: Minore ed editoriale
Explosion-ProtectedApplicazione di uno o più tipi di protezione per ridurre la probabilità che un'apparecchiatura possa provocare l'innesco di un'atmosfera esplosiva circostante.Nota 1 alla voce: Ciò è indicato dal termine "Ex". |
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Punto importante: Questa definizione non afferma che l'apparecchiatura previene l'innesco, ma piuttosto che riduce la probabilità di innesco. Ciò significa che la norma non afferma intenzionalmente che l'apparecchiatura "impedisce l'innesco", bensì che "riduce la probabilità di innesco". Questo è perfettamente coerente con la filosofia progettuale della serie IEC 60079, poiché nessun tipo di protezione garantisce una protezione al 100%; al contrario, ciascun tipo di protezione riduce la probabilità di innesco ad un livello accettabile attraverso una progettazione appropriata, un'adeguata selezione dei materiali, la limitazione della temperatura, la prevenzione delle scintille e le prove previste.
Nota 1: Ciò significa che qualsiasi apparecchiatura contraddistinta dal prefisso Ex è, secondo questa definizione, un'apparecchiatura Explosion-Protected.
Impatto sul Fascicolo Tecnico
In sezioni quali l'introduzione oppure la descrizione del prodotto, il termine Explosion-Protected verrà ora utilizzato all'inizio, prima di descrivere il/i tipo/i di protezione contro l'esplosione dell'apparecchiatura. Questa terminologia è più corretta e maggiormente conforme alla terminologia ufficiale della IEC 60079-0:2026 rispetto a espressioni come l'apparecchiatura è flameproof oppure l'apparecchiatura è increased safety, utilizzate per descrivere l'intera apparecchiatura.
Questa modifica rappresenta un'armonizzazione terminologica e non introduce un nuovo requisito tecnico; pertanto non ha alcun impatto sulla progettazione, sulle prove di tipo o sul processo di valutazione della conformità.
Il suo valore consiste nel fatto che il termine Explosion-Protected Equipment può ora essere utilizzato nei rapporti di prova, nei certificati, nei Fascicoli Tecnici e nelle istruzioni del fabbricante con lo stesso significato formale definito dalla IEC 60079-0:2026.
Ciò garantirà una maggiore trasparenza nella documentazione e nel processo di valutazione della conformità, in particolare per le apparecchiature che utilizzano più tipi di protezione.
17- inclusione esplicita della nebbia nella definizione di atmosfera esplosiva
Clausola 3 – Termini e definizioni
Sottoclausola 3.43 atmosfera esplosiva
Tipo di modifica: Modifica tecnica minore e chiarimento
La definizione di atmosfera esplosiva è stata rivista aggiungendo esplicitamente “nebbia” alle forme di sostanze infiammabili che possono creare un'atmosfera esplosiva.
La definizione comprende ora una miscela con aria, in condizioni atmosferiche, di sostanze infiammabili sotto forma di gas, vapore, nebbia o polvere, che, dopo l'accensione, consente una propagazione autosostenuta.
Questa modifica è particolarmente rilevante perché elimina ogni possibile ambiguità in merito al fatto che un'atmosfera contenente una nebbia infiammabile rientri nella definizione generale di atmosfera esplosiva.
Un liquido infiammabile può formare un'atmosfera innescabile sotto forma di fini goccioline sospese nell'aria anche quando il liquido si trova al di sotto del suo punto di infiammabilità.
La modifica è inoltre direttamente correlata alla nuova definizione di “nebbia infiammabile” nella Clausola 3.43.3, che sostituisce la precedente definizione generale di “nebbia”. Nel loro insieme, queste modifiche stabiliscono una terminologia più chiara: la nebbia infiammabile è esplicitamente riconosciuta come una delle forme di sostanza infiammabile in grado di formare un'atmosfera esplosiva.
Impatto sulla progettazione e sulla valutazione del rischio
La modifica non introduce di per sé un nuovo Tipo di Protezione o nuovi requisiti costruttivi. Tuttavia, qualora l'apparecchiatura possa essere esposta a nebbie di liquidi infiammabili, il fabbricante dovrebbe assicurarsi che tale atmosfera sia adeguatamente considerata nella definizione dell'ambiente operativo previsto e nell'esecuzione della valutazione dei pericoli/rischi di accensione. La potenziale formazione di nebbia non dovrebbe pertanto essere trascurata semplicemente perché la temperatura di esercizio del liquido è inferiore al suo punto di infiammabilità.
Impatto sulla documentazione tecnica
Non è richiesto alcun nuovo documento esclusivamente a seguito di questa modifica. Tuttavia, ove applicabile, la documentazione tecnica dovrebbe identificare la nebbia infiammabile come possibile atmosfera esplosiva e dimostrare che le specifiche dell'apparecchiatura, l'uso previsto, le condizioni ambientali e la relativa valutazione del rischio la prendano adeguatamente in considerazione.
Impatto sulle prove di tipo
La definizione rivista non introduce di per sé alcuna prova di tipo aggiuntiva. Le prove applicabili continuano a essere determinate dal relativo Tipo di Protezione, dall'EPL e dai requisiti normativi della IEC 60079-0 e delle norme applicabili specifiche per il tipo di protezione.
Impatto sulla valutazione della conformità
Gli Organismi di Certificazione e gli Organismi Notificati dovrebbero valutare se la nebbia infiammabile sia rilevante per l'uso previsto dell'apparecchiatura e se sia stata adeguatamente considerata nella documentazione tecnica del fabbricante. Tuttavia, la sola aggiunta di “nebbia” alla definizione non crea un requisito indipendente di certificazione o di prova.
18- Sostituzione del termine "Mist" con "Flammable Mist"
Clausola 3 – Termini e definizioni
Sottoclausola 3.43.3 Flammable Mist
Tipo di modifica: Minore ed editoriale
Flammable MistGoccioline di liquido, al di sotto del relativo punto di infiammabilità, sospese nell'aria.Nota 1 alla voce: Una nebbia può essere generata da un liquido rilasciato attraverso una piccola apertura. |
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Primo e più importante cambiamento: eliminazione del termine generico "Mist"
Nell'edizione 2017 la definizione riguardava qualsiasi tipo di Mist, comprendendo quindi anche Water Mist, condensa di vapore e nebbie di olio non infiammabili, sebbene la serie IEC 60079 non riguardi affatto tali fenomeni.
Nell'edizione 2026 la definizione è stata modificata in Flammable Mist. Ciò significa che d'ora in poi la norma considera esclusivamente la nebbia infiammabile, in piena coerenza con il campo di applicazione della norma.
Secondo cambiamento: rimozione del meccanismo di formazione dal testo della definizione
Nella versione 2017 l'intera definizione era incentrata sul modo in cui la nebbia veniva generata, ossia released through a small opening.
Ciò poteva far pensare che la nebbia fosse generata esclusivamente da una fuoriuscita attraverso una piccola apertura, il che non è corretto.
Nella versione 2026 questa parte è stata eliminata dalla definizione e trasferita nella Nota.
Di conseguenza, la definizione non dipende più dal metodo di formazione, ma descrive esclusivamente lo stato finale, ossia goccioline infiammabili sospese nell'aria, indipendentemente dal modo in cui sono state generate.
Terzo cambiamento: eliminazione della frase resulting in extremely small droplets forming a cloud
La norma ora si limita ad affermare suspended in air.
Questa formulazione è più scientifica, poiché non è necessario che si formi una nube visibile; è sufficiente che le goccioline rimangano sospese nell'aria.
Quarto cambiamento: Nella versione 2017 la definizione comprendeva contemporaneamente il metodo di formazione, la dimensione delle goccioline e la formazione della nube.
Nella nuova versione viene invece definita esclusivamente la natura della Flammable Mist, mentre il metodo di formazione è riportato soltanto come esempio.
Di conseguenza, la nuova definizione risulta più semplice e più precisa.
Importanza della Nota 1: La parola can è estremamente importante.
Significa infatti che quello riportato rappresenta soltanto uno dei possibili meccanismi di formazione e non l'unico.
Nella pratica, la Flammable Mist può essere generata da numerose situazioni, tra cui:
-
perdite da flange;
-
ugelli di spruzzatura (Spray Nozzle);
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rottura di tubazioni;
-
atomizzatori;
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pompe ad alta pressione;
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valvole con perdite;
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sistemi di spruzzatura industriale.
Impatto sulla progettazione dell'apparecchiatura: Questa modifica implica che il progettista non dovrà più considerare esclusivamente lo scenario di perdita attraverso una piccola apertura.
Nella Valutazione dei Rischi dovranno invece essere presi in considerazione tutti gli scenari che possono generare Flammable Mist.
Impatto sul Fascicolo Tecnico: Questa è probabilmente la parte sulla quale la modifica produce il maggiore impatto.
Nella Hazardous Area Assessment è opportuno utilizzare d'ora in avanti il termine Flammable Mist e non semplicemente Mist, poiché questo rappresenta ora il termine ufficiale della norma.
Anche la Risk Assessment dovrebbe specificare chiaramente se l'apparecchiatura è esposta a Gas, Vapour e Flammable Mist.
Impatto sulle Prove di Tipo: Non sono state introdotte direttamente nuove prove.
Tuttavia, se l'apparecchiatura è progettata per operare in presenza di Flammable Mist, la scelta delle norme di prova e delle condizioni di prova dovrà tenere conto anche di questo tipo di atmosfera, in particolare nella valutazione:
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delle temperature superficiali;
-
delle sorgenti di innesco;
-
delle condizioni operative.
Impatto sul Processo di Valutazione della Conformità: Per un Organismo Notificato oppure un Organismo di Certificazione IECEx, questa modifica comporterà la verifica dei seguenti aspetti:
-
il fabbricante ha identificato correttamente il tipo di atmosfera esplosiva come Flammable Mist?
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la valutazione dei rischi copre tutti i possibili scenari di formazione della Flammable Mist, e non soltanto una perdita attraverso una piccola apertura?
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la documentazione, le istruzioni e la classificazione degli ambienti sono allineate con la nuova terminologia introdotta dalla norma?
19- Chiarimento del ruolo del suffisso "U" per i Componenti Ex
Clausola 3 – Termini e definizioni
Sottoclausola 3.39 Ex Component
Tipo di modifica: Minore ed editoriale
Ex ComponentApparecchiatura destinata a far parte di un'Apparecchiatura Ex, non destinata ad essere utilizzata singolarmente e che richiede ulteriori valutazioni quando viene incorporata in un'Apparecchiatura Ex; il cui numero di certificato include il suffisso "U". |
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Principale cambiamento concettuale
Nell'edizione precedente, la definizione di Ex Component identificava il componente attraverso il simbolo "U" riportato sul prodotto oppure nella marcatura: marked with the symbol "U"
Nella nuova edizione, invece, lo status di Component viene determinato specificamente attraverso il numero di certificato che termina con il suffisso "U": the certificate number includes the suffix "U"
Di conseguenza, nella nuova definizione la lettera U non viene più presentata come un simbolo indipendente da riportare sul prodotto, ma come un suffisso del numero di certificato.
Perché è stata eliminata la precedente formulazione?
L'eliminazione dell'espressione marked with the symbol "U" è stata probabilmente introdotta per correggere un'errata interpretazione.
Nel sistema di certificazione, infatti, la lettera U identifica lo specifico stato del certificato del componente e deve essere associata al numero del certificato, ad esempio: IECEx ABC 26.0001U oppure ABC 26 ATEX 0001U
L'aggiunta della lettera U come simbolo separato al termine della marcatura Ex potrebbe infatti far pensare che essa costituisca parte della normale struttura della marcatura di protezione contro le esplosioni, analogamente all'EPL oppure al Livello di Protezione.
In realtà ciò non è corretto. Ad esempio, una marcatura del tipo: Ex db IIC Gb U
può risultare fuorviante, poiché la lettera U non rappresenta né un EPL, né un tipo di protezione, né un livello di protezione.
Lo stato di Component è identificato esclusivamente dal numero di certificato terminante con il suffisso U.
Impatto sulla marcatura
Questa modifica potrebbe richiedere la verifica dei seguenti aspetti:
-
eliminazione della lettera U riportata come simbolo indipendente, qualora il fabbricante l'abbia inserita separatamente dal numero del certificato;
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indicazione del numero completo del certificato comprensivo del suffisso U;
-
completa corrispondenza del numero di certificato riportato sulla targhetta, sul certificato, nel piano di marcatura e nelle istruzioni;
-
evitare che la lettera U venga interpretata come parte del codice Ex (marcatura ATEX) oppure dell'EPL.
Impatto sul Fascicolo Tecnico
La documentazione tecnica dovrà identificare chiaramente lo stato del prodotto come Ex Component e riportare il numero di certificato comprensivo del suffisso U in tutti i documenti pertinenti, inclusi:
-
Disegno della Targhetta e della Marcatura (Plate and Marking Diagram);
-
Scheda Tecnica (Data Sheet);
-
Dichiarazione oppure documentazione di accompagnamento, ove applicabile;
-
Schedule of Limitations;
-
Istruzioni per l'integrazione del Componente (Component Integration Instructions);
-
elenco dei certificati dei componenti utilizzati nell'apparecchiatura finale.
Nota: Anche il fabbricante dell'apparecchiatura finale deve comprendere, dal suffisso U, che il certificato del solo componente non dimostra la conformità dell'intera apparecchiatura.
Impatto sulla Progettazione e sulle Prove di Tipo
La natura tecnica dell'Ex Component non è cambiata, poiché:
-
continua a non essere destinato ad un utilizzo autonomo;
-
continua a richiedere ulteriori verifiche quando viene integrato nell'apparecchiatura finale;
-
alcune valutazioni oppure prove possono ancora essere eseguite esclusivamente a livello dell'apparecchiatura finale.
Pertanto questa modifica non introduce nuove prove di tipo.
Il suo effetto riguarda principalmente l'identificazione dello stato di certificazione del componente e la prevenzione di un utilizzo improprio del componente come se fosse un'apparecchiatura completa.
20- nuova definizione di involucro di componente Ex
clausola 3-Termini e definizioni
sotto-clausola 3.40 Involucro di componente Ex
Tipo di modifica: Minore ed editoriale
Involucro di componente Ex
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La nuova definizione non crea un nuovo requisito tecnico, ma la sua principale rilevanza consiste nel fatto che un concetto utilizzato nella pratica da molti anni per gli involucri vuoti Ex d / Ex e / Ex t e nelle certificazioni dei componenti, è ora definito direttamente e chiaramente nella IEC 60079-0.
Vale a dire, un involucro vuoto con un Certificato di Componente Ex la cui apparecchiatura interna non è stata ancora specificata e lo scopo del certificato è consentire che esso possa successivamente essere utilizzato in un'Apparecchiatura Ex completa senza dover ripetere le Prove di Tipo dell'involucro stesso.
Questa è esattamente la stessa filosofia utilizzata da anni per il certificato di componente dell'involucro vuoto, per cui nei numeri dei certificati ATEX e IECEx, viene apposto anche il suffisso U per gli involucri vuoti Ex d/t o Ex e/t, e nei certificati viene chiaramente indicato che questo componente non è destinato all'uso autonomo e richiede un'ulteriore valutazione quando viene integrato nell'apparecchiatura finale.
infatti, la nuova definizione non introduce un nuovo tipo di protezione o nuove prove di tipo. Essa riconosce formalmente il concetto consolidato di involucro di Componente Ex e chiarisce che i risultati delle prove di tipo a livello dell'involucro precedentemente dimostrati possono essere utilizzati per l'Apparecchiatura Ex finale senza inutili ripetizioni. Tuttavia, l'apparecchiatura finale richiede comunque la valutazione di tutti gli aspetti influenzati dall'apparecchiatura interna installata, dalle modifiche all'involucro e dall'Elenco delle Limitazioni del certificato di Componente Ex.
Nota importante: La frase "senza la necessità di ripetere le prove di tipo dell'involucro" non significa che, una volta utilizzato un involucro di componente Ex, non sia richiesta alcuna prova di tipo sull'apparecchiatura finale, ma piuttosto che le prove che hanno già dimostrato la capacità intrinseca dell'involucro vuoto stesso non devono essere ripetute se vengono rispettati l'ambito e l'elenco delle limitazioni del certificato del componente.
Impatto sul Fascicolo Tecnico
Il Fascicolo Tecnico dell'apparecchiatura finale deve essere in grado di mostrare in modo tracciabile la relazione tra l'involucro di Componente Ex e l'Apparecchiatura Ex finale, vale a dire che il suo scopo è documentare il corretto utilizzo di un involucro di componente e a tale scopo devono essere disponibili almeno i seguenti documenti:
-
certificato di Componente Ex con suffisso U;
-
elenco delle Limitazioni relativo all'involucro;
-
disegno dettagliato dell'involucro e della variante utilizzata;
-
specifiche dei fori e degli ingressi cavo;
-
disegno dell'apparecchiatura interna;
-
layout all'interno dell'involucro;
-
BOM dei componenti aggiunti all'interno dell'involucro,
-
dettagli di montaggio;
-
carico termico;
-
dissipazione di potenza dei componenti installati;
-
distanze dei componenti dalle pareti e dai giunti di laminazione della fiamma, se applicabile;
-
evidenza che non siano state apportate modifiche al di fuori dell'ambito del Certificato del Componente.
L'importanza dell'Elenco delle Limitazioni
L'utilizzo di un certificato U non significa "accettazione automatica" dell'involucro, ma l'organismo di certificazione deve verificare ciascuna delle limitazioni del certificato, ad esempio:
-
Il numero di ingressi consentiti;
-
Il diametro e la posizione dei fori devono essere limitati;
-
La temperatura ambiente deve rientrare in un determinato intervallo;
-
La necessità di mantenere invariate alcune dimensioni dei giunti di laminazione della fiamma;
-
La necessità di determinare la massima potenza dissipata nell'apparecchiatura finale;
-
La necessità di eseguire alcune prove sull'apparecchiatura finale.
Impatto sulle prove di tipo
Prove che possono essere ancora richieste sull'apparecchiatura finale a causa dell'aggiunta di componenti interni e della loro configurazione
-
temperatura superficiale massima / aumento di temperatura;
-
valutazione termica;
-
rigidità dielettrica;
-
distanze superficiali e in aria, se applicabile;
-
prove sui terminali;
-
messa a terra/collegamento equipotenziale;
-
prova IP se lavorazioni meccaniche, ingressi o assemblaggio finale hanno un impatto sul grado IP;
-
prove che l'Elenco delle Limitazioni lascia esplicitamente all'apparecchiatura finale;
-
prove risultanti dalla valutazione del rischio di accensione dovuta all'aggiunta di componenti interni.
Ad esempio, se un involucro vuoto è già stato sottoposto a prova per Ex db, ma ora al suo interno viene installato un contattore con elevata dissipazione di potenza, il certificato del componente non può specificare se la sua classe di temperatura sia T4 o T5 perché la classe di temperatura può essere determinata solo dopo aver esaminato l'apparecchiatura finale completa dei componenti interni.
Impatto sul processo di valutazione della conformità
Fase 1: validazione del certificato del componente
-
il certificato è valido?
-
presenta un suffisso U?
-
il modello esatto dell'involucro rientra nell'ambito del certificato?
-
l'edizione delle norme di riferimento è aggiornata e accettabile?
-
cosa include l'Elenco delle Limitazioni?
Fase 2: confronto
l'organismo notificato verifica se l'involucro utilizzato nell'apparecchiatura finale corrisponde all'involucro Ex vuoto che è già stato certificato.
Fase 3: Verifica della compatibilità delle modifiche apportate all'involucro con le limitazioni introdotte nel relativo certificato.
le modifiche potrebbero includere:
-
foratura;
-
lavorazione meccanica;
-
ingressi cavo;
-
finestre;
-
dispositivi di comando;
-
fori di montaggio;
-
rivestimento;
-
saldatura.
Fase 4: determinazione ed esecuzione della valutazione rimanente
L'ON determina quali requisiti sono già coperti dal certificato del componente e quali requisiti devono essere valutati (riesame tecnico o prova di tipo) nell'apparecchiatura finale.
21- nuova definizione di prodotto Ex
clausola 3-Termini e definizioni
sottoclausola 3.42 Prodotto Ex
Tipo di modifica: Minore ed editoriale
Prodotto Ex
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La nuova definizione non crea un nuovo requisito tecnico, ma la sua principale rilevanza consiste nel fatto che un concetto utilizzato nella pratica da molti anni per le custodie vuote Ex d / Ex e / Ex t e nelle certificazioni dei componenti, è ora definito direttamente e chiaramente nell'ultima edizione della IEC 60079-0.
La nuova definizione introduce “Prodotto Ex” come termine ombrello che comprende:
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apparecchiature Ex,
-
sistemi di protezione,
-
dispositivi di sicurezza,
-
Componenti Ex e loro combinazioni, nonché
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software e
-
servizi.
Si tratta principalmente di una modifica volta all'armonizzazione terminologica e non introduce, di per sé, nuovi requisiti di progettazione, requisiti di documentazione o prove di tipo.
Eventuali requisiti specifici applicabili al singolo Prodotto Ex continuano a essere determinati dalle pertinenti clausole normative e dagli standard applicabili.
L'aggiunta di software e servizi alla definizione di Prodotto Ex non significa che la IEC 60079-0 edizione 8, ora crei un nuovo requisito per la certificazione indipendente di tutti i software o servizi, poiché una definizione da sola non crea un requisito. affinché un software o un servizio abbia un requisito specifico, una pertinente clausola normativa o uno standard deve applicare tale requisito ad esso.