Certificazione ATEX per insiemi di apparecchiature antideflagranti
L'importanza e le sfide del realizzazione della conformità per gli insiemi di apparecchiature antideflagranti
Gli assemblaggi di apparecchiature antideflagranti rappresentano una quota significativa del mercato dei prodotti destinati all'impiego in atmosfere potenzialmente esplosive e costituiscono una sfida rilevante per gli assemblatori per i seguenti motivi:
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La varietà dei tipi di protezione contro le esplosioni presenti nelle apparecchiature che compongono l'assemblaggio;
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La possibilità che le singole apparecchiature dell'assemblaggio siano installate e utilizzate in zone pericolose differenti;
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La definizione della marcatura ATEX dell'assemblaggio, la cui struttura può differire dalla marcatura tipica delle singole apparecchiature antideflagranti;
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La raccolta dei certificati e delle Dichiarazioni di Conformità (DoC), considerando che tutte le apparecchiature, i componenti e i sistemi di protezione inclusi nell'assemblaggio devono essere coperti da una certificazione ATEX o IECEx valida;
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La raccolta completa della documentazione tecnica delle apparecchiature costituenti l'assemblaggio, tenendo conto che tali apparecchiature possono essere prodotte da costruttori differenti e, in alcuni casi, acquistate tramite distributori intermedi;
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L'identificazione e l'eliminazione delle possibili sorgenti di accensione che possono generarsi a seguito dell'integrazione delle varie apparecchiature nell'assemblaggio.
Quali informazioni devono essere fornite all'Organismo Notificato e quali sono le fasi di valutazione di un assemblaggio?
1. Preparazione dell'elenco delle apparecchiature e dei componenti inclusi nell'assemblaggio
Scaricare qui il modello dell'elenco.
Informazioni richieste per la colonna "Zona pericolosa prevista di utilizzo"
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Per compilare correttamente questa colonna, considerare quanto segue:
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Se l'intero assemblaggio opera nella stessa zona pericolosa, indicare la medesima zona in tutte le righe della colonna.
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Se i diversi dispositivi dell'assemblaggio operano in zone differenti, indicare separatamente la zona pertinente a ciascun dispositivo.
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Informazioni richieste per la colonna "Metodo di approvazione dell'elemento nell'assemblaggio"
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Per compilare correttamente questa colonna, considerare quanto segue:
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Se il dispositivo è destinato all'utilizzo nelle zone 0 e 1 per atmosfere gassose oppure nelle zone 20 e 21 per atmosfere con polveri combustibili, la relativa conformità deve essere dimostrata mediante certificati ATEX e/o IECEx.
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Se il dispositivo è destinato all'utilizzo nella zona 2 per atmosfere gassose oppure nella zona 22 per atmosfere con polveri combustibili, la relativa conformità può essere dimostrata mediante Dichiarazione UE di Conformità (DoC) emessa dal fabbricante.
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Nota
Per ciascuna apparecchiatura e componente inclusi nell'assemblaggio deve essere acquisita e allegata una copia del relativo certificato ATEX e/o IECEx.
Per le apparecchiature destinate esclusivamente all'impiego in zona 2 (gas) o zona 22 (polveri), deve essere acquisita e allegata la relativa Dichiarazione UE di Conformità (DoC) fornita dal costruttore.
2. Definizione della marcatura ATEX dell'assemblaggio
Caso 1
L'assemblaggio nel suo complesso è destinato all'impiego:
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in una sola atmosfera potenzialmente esplosiva;
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in una specifica zona classificata.
Quando le singole parti dell'assemblaggio sono marcate per atmosfere potenzialmente esplosive con caratteristiche differenti, la marcatura dell'intero assemblaggio deve essere determinata dall'elemento avente il livello di sicurezza più basso.
Ciò significa che, per la marcatura complessiva dell'assemblaggio, devono essere considerati i requisiti meno restrittivi relativi a:
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Categoria;
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Classe di temperatura;
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Gruppo di esplosione.
Esempi
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Un assemblaggio costituito da parti marcate T3 e da altre parti marcate T6 dovrà essere marcato T3.
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Un gruppo pompa costituito da una pompa per liquidi non infiammabili marcata II 2 G T6 e da un motore elettrico marcato II 2 G IIB T4 dovrà essere marcato II 2 G IIB T4.
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Se la stessa pompa trasporta un liquido caldo ed è marcata II 2 G T3, mentre il motore è marcato II 2 G IIB T4, l'assemblaggio dovrà essere marcato II 2 G IIB T3.
Caso 2
Le diverse parti dell'assemblaggio sono destinate ad essere utilizzate in atmosfere potenzialmente esplosive caratterizzate da:
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differenti caratteristiche fisiche; e/o
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differenti zone classificate.
Quando ciò è essenziale per l'utilizzo previsto, la marcatura dell'assemblaggio deve includere tutte le informazioni necessarie per identificare le diverse atmosfere previste, comprese:
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tutti i gruppi applicabili;
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tutte le categorie applicabili;
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tutte le marcature supplementari pertinenti (classe di temperatura, ecc.).
In tale situazione, le istruzioni per l'uso e l'installazione devono indicare chiaramente le diverse atmosfere e/o zone previste per le varie parti dell'assemblaggio.
Significato di "differenti caratteristiche fisiche"
L'espressione si riferisce alla natura fisica dell'atmosfera esplosiva. Diverse parti dell'assemblaggio possono infatti essere esposte ad atmosfere aventi differenti:
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Stati fisici della sostanza combustibile;
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Comportamenti esplosivi;
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Caratteristiche di accensione;
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Meccanismi di pericolo.
Esempio 1 – Sistema di movimentazione polveri
Parte A – Motore esterno e strumentazione installati in atmosfera con gas o vapori infiammabili (II 2 G).
Parte B – Filtro a maniche o ciclone installato in atmosfera con polveri combustibili (II 1 D).
Esempio 2 – Serbatoio di stoccaggio solventi
All'interno del serbatoio sono presenti vapori di idrocarburi infiammabili.
All'esterno è presente un'atmosfera con polveri combustibili generate dal processo.
Esempio 3 – Atmosfere ibride
Tipiche degli impianti farmaceutici e chimici:
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polveri combustibili all'interno delle apparecchiature;
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vapori di solventi infiammabili nelle aree adiacenti.
Ad esempio:
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atmosfera con polveri di alluminio all'interno di un reattore;
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vapori di solventi infiammabili nello spazio di testa.
Esempio 4 – Differenti proprietà dei gas
Una parte dell'assemblaggio può essere esposta all'idrogeno (gruppo IIC), mentre un'altra parte può essere esposta al propano (gruppo IIA).
Le differenze riguardano:
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energia minima di accensione;
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MESG (Maximum Experimental Safe Gap);
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propagazione della fiamma;
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severità dell'esplosione.
Esempi di marcatura per gli assemblaggi del caso 2:
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Ventilatore che convoglia occasionalmente un'atmosfera esplosiva IIA T3 in zona 1 e dotato di motore elettrico e dispositivi di controllo installati in zona 2. Il ventilatore è marcato II 2/3 G IIA T3; il motore II 3 G T3; il dispositivo a sicurezza intrinseca II 2 G IIC T6. La marcatura finale dell'assemblaggio sarà II 2/3 G IIA T3.
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Assemblaggio analogo ma con il motore installato al di fuori dell'area classificata. La marcatura dell'assemblaggio sarà II 2/3/- G IIA T3.
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Assemblaggio costituito da una scatola di giunzione marcata II 2G Ex eb IIC T4 Gb e da un collettore di polveri marcato II 2D Ex tb IIIC T135°C Db. La marcatura complessiva dell'assemblaggio sarà generalmente II 2GD oppure, in alcuni casi, II (2) GD, a seconda della configurazione del sistema e della posizione dei componenti rispetto alle aree classificate.
3. Documentazione tecnica delle apparecchiature incluse nell'assemblaggio
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Predisporre un disegno tecnico completo dell'assemblaggio che identifichi tutte le apparecchiature e i componenti installati, nonché tutte le connessioni, le distanze e gli altri parametri tecnici rilevanti.
Nota
Se alcuni dispositivi sono installati in zone classificate differenti oppure in area sicura, tale informazione deve essere chiaramente indicata nel disegno tecnico dell'assemblaggio.
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Fornire le schede tecniche di tutte le apparecchiature e componenti utilizzati.
4. Valutazione dei rischi relativi al rispetto delle limitazioni delle apparecchiature all'interno dell'assemblaggio
Scaricare qui la checklist.
Le limitazioni, le avvertenze e le condizioni applicabili all'assemblaggio devono essere raccolte dalle seguenti fonti e considerate nel rapporto di valutazione del rischio:
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Sezione "Schedule of Limitations" dei certificati ATEX e/o IECEx dei componenti;
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Sezione "Specific Conditions of Use" dei certificati ATEX e/o IECEx delle apparecchiature;
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Eventuali limitazioni, precauzioni o avvertenze riportate nelle istruzioni di installazione e utilizzo delle apparecchiature e dei componenti.
5. Valutazione dei Pericoli di Accensione (Ignition Hazard Assessment – IHA)
Scaricare qui il modello del rapporto.
Tutte le potenziali sorgenti di accensione generate dall'assemblaggio devono essere identificate e analizzate.
Secondo il punto 6.4 della IEC TS 60079-46, il rapporto IHA deve includere tutte le sorgenti di accensione che possono derivare dalla combinazione delle apparecchiature all'interno dell'assemblaggio e deve essere sviluppato in conformità alla EN ISO 80079-36 per entrambi gli aspetti:
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non elettrici;
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elettrici.
Alcuni esempi di potenziali sorgenti di accensione sono riportati nell'Appendice C della EN ISO 80079-36:2016.
Inoltre, in conformità al punto 5.1 della IEC TS 60079-46, devono essere considerate e analizzate tutte le potenziali sorgenti di accensione richiamate nelle parti pertinenti della IEC 60079-14 relative alla selezione, installazione e ispezione delle apparecchiature elettriche dell'assemblaggio.
6. Ispezioni e prove eseguite dal fabbricante
Sulla base dei risultati della valutazione dei pericoli di accensione (IHA), devono essere eseguite le ispezioni e le prove appropriate sull'assemblaggio.
In particolare:
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Per gli aspetti elettrici, le verifiche devono essere effettuate conformemente ai requisiti di ispezione e prova applicabili della IEC 60079-14;
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Per gli aspetti non elettrici, le verifiche devono essere eseguite in conformità alle azioni definite nel rapporto IHA.